Il punto di partenza della Maratona Fotografica di Ferrara è il CASTELLO ESTENSE (Largo Castello), nel centro della città di Ferrara. Il ritrovo è tra le 8.30 e le 9.30 di sabato 12 aprile 2014.
IN AUTO Uscita Ferrara Nord – seguire per il centro
Consigliamo di lasciare l’auto al Parcheggio gratuito “Ex Mof”, angolo Corso Isonzo – via Darsena, e raggiungere il Castello a piedi (circa 5/10 minuti)
IN TRENO Scendere alla stazione di Ferrara. Prendere qualsiasi autobus che va verso il centro e scendere al Castello Estense. Dalla stazione al Castello si impiegano circa 10 minuti a piedi.
IN BICICLETTA Chi volesse utilizzare la bicicletta durante la giornata della maratona, ha la possibilità di noleggiarla presso “Ricicletta” in via Darsena 132 (Informazioni: 329.0477971 – ricicletta@ilgermoglio.fe.it) a due passi dal parcheggio “Ex-Mof”.
Foto: Alex Liverani – Menzione d’onore Maratona 2013
COMPILA IL SOTTOSTANTE FORM E PROCEDI AL PAGAMENTO
a) con bonifico su conto corrente bancario n°1000/1489 intestato a: FEEDBACK ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE, presso CARISBO, filiale sede: via Bologna 9, Ferrara
IBAN: IT02 B063 8513 0001 0000 0001 489
Causale: maratona 2014, con NOME E COGNOME del partecipante (OBBLIGATORIO)
c) in qualsiasi Ufficio Postale, facendo una ricarica Postepay, intestata al legale rappresentante dell’Ass. Feedback: Evelina Dezza, n° carta 4023 6006 0826 3606 (non sono ammessi pagamenti Postepay online). Dopo il pagamento è obbligatorio inviare un email a maratonafoto@feedbackvideo.it con l’orario e il giorno in cui si è effettuata la ricarica.
qui l’interessante sito dell’archivio sonoro inglese, dove potete trovare una quantità incredibile di suoni campionati, divisi per categoria http://sounds.bl.uk/
Breve storia dell’Animazione Sperimentale Giapponese
Un fantastico viaggio nelle sperimentazioni visive giapponesi, dagli esordi del cinema ad oggi, attraverso maestri dell’animazione come Osamu Tezuka, autore di Astro Boy ma anche fine regista di opere come Quadri di un’esposizione e Jumping, fino ad arrivare ai moderni autori Koji Yamamura (Atama-yama) e Kunio Kato (La maison en petits cubes).
Kinugasa Teinosuke
Kurutta ippeiji (A Page of Madness, 1926)
Kenzo Masaoka
Kumo to tulip (Il ragno e il tulipano, 1943)
Seo Mitsuyo
Momotarô: Umi no shinpei (Momotarô: il guerriero divino venuto dal mare, 1945)
Estratti da film Toei Animation:
Hakujaden (La leggenda del serpente bianco, 1958)
Gulliver no Uchû Ryokô (Gulliver’s Space Travels, 1965) di Yoshio Kuroda
Osamu Tezuka
estratti da
Aru machikado no monogatari (Racconti di un angolo di strada, 1962)
http://youtu.be/_wtQh3Q97n8
Ningyo (La sirena, 1964)
http://youtu.be/eBjQVZLmmWk
Tenrankai no e (Quadri di un’esposizione, 1966)
http://youtu.be/sLRVjCBvf1E
Jumping (1984)
http://youtu.be/vmps58jF_F4
Yoji Kuri
Ai (Love, 1963)
Kihachiro Kawamoto
Oni (The Demon, 1972)
Eiichi Yamamoto
Kanashimi no Belladonna (1973)
http://youtu.be/4N_j0Q–Ans
Qui il canale Vimeo di Mirai Mizue, con tanti altri corti
http://vimeo.com/user5743956
Akino Kondoh
The Evening Traveling (2002) 3’56”
Ladybird’s Requiem (2005-06) 5’38”
Qui il suo canale YouTube
https://www.youtube.com/user/akinokondoh
I naufragi esistenziali di Béla Tarr
“Tarr è un autentico negromante dell’immagine: fiero ereditiero della malinconia tarkovskiana e dello humor kaurismakiano ci racconta sempre più spesso storie di un mondo sconvolto, di un passato inenarrabile per vergogna, di un’umanità irrimediabilmente decaduta […]” (cit. da Karneva Imanuel)
Scena iniziale de Le armonie di Werckmeister (Ungheria, 2011)
Il cavallo di Torino (Ungheria, 2011)
http://youtu.be/3eqUH89oGVU
Fuori Orario 6. 2. 2012 – Il cinema (im)perso di Bela Tarr (L’uomo di Londra)
Béla Tarr: dialogo con Howard Feinstein (14 settembre 2007)
Geoffrey Jones: l’estasi del montaggio
Ecco la playlist della lezione di mercoledì scorso dedicata a Geoffrey Jones e il cortometraggio documentaristico (ai confini della videoarte…). Buona visione! e a mercoledì con Jacques Demy!
Sette canne e un vestito, di Michelangelo Antonioni (Italia, 1948)
Romantici a Venezia, di Luciano Emmer ed Enrico Gras (Italia, 1948)
http://youtu.be/pbwAOmdkplY
Il miracolo di San Gennaro, di Luciano Emmer ed Enrico Gras (Italia, 1948)
http://youtu.be/8mKMWWI41Vc
Dots, di Norman Mclaren (Canada, 1940)
Boogie Doodle, di Norman Mclaren (Canada, 1948)
Spheres, di Norman Mclaren (Canada, 1969)
Synchromy, di Norman Mclaren (Canada, 1971)
Colour Box, di Len Lye (UK, 1935)
http://youtu.be/6PgNr0IZRDE
Free Radicals, di Len Lye (UK, 1958)
http://youtu.be/sGyVYDseGc4
Proseguono le lezioni di storia del cinema con una nuova stagione di sei incontri dedicati a temi e ad autori pressoché sconosciuti nel panorama italiano ma di fondamentale importanza per approfondire la conoscenza della settima arte. L’appuntamento è ogni mercoledì alle ore 21 presso la video-biblioteca Vigor, via Previati 18 a Ferrara.
Mercoledì 8 gennaio Sound Design: un’arte invisibile, a cura di Fabrizio Festa.
Molto spesso, come spettatori cinematografici, ci soffermiamo sulle immagini e sulla scelta dell’inquadratura, e a recepire i suoni come un elemento scontato, inciso passivamente accanto al colore e alla luce. Il primo incontro de Gli Invisibili ci svelerà come dietro un semplice sibilo di vento o ad un cigolio metallico si nasconda un’arte invisibile, quella del sound design.
Mercoledì 15 gennaio Breve storia dell’animazione sperimentale giapponese, a cura di Luca Della Casa.
Un fantastico viaggio nelle sperimentazioni visive giapponesi, dagli esordi del cinema ad oggi, attraverso maestri dell’animazione come Osamu Tezuka, autore di Astro Boy ma anche fine regista di opere come “Quadri di un’esposizione” e “Jumping”, fino ad arrivare ai moderni autori Koji Yamamura (“Atama-yama”) e Kunio Kato (“La maison en petits cubes”).
Mercoledì 22 gennaio I naufragi esistenziali di Béla Tarr, a cura di Daniele Pizzimenti.
“Tarr è un autentico negromante dell’immagine: fiero ereditiero della malinconia tarkovskiana e dello humor kaurismakiano ci racconta sempre più spesso storie di un mondo sconvolto, di un passato inenarrabile per vergogna, di un’umanità irrimediabilmente decaduta […]” (cit. da Karneva Imanuel)
Geoffrey Jones: l’estasi del montaggio, a cura di Massimo Alì Mohammad.
Geoffrey Jones, regista e montatore britannico, specializzato nel documentario industriale.
La sua carriera inizia negli anni ’60, quando inizia a lavorare per conto della British Transport Films, realizzando tre cortometraggi sulle ferrovie inglesi.
Praticamente sconosciuto al di fuori del Regno Unito, Geoffrey Jones rappresenta uno dei più grande innovatori del montaggio moderno, trasformando il filmato industriale in una poesia di sperimentazione visiva e sonora senza precedenti.
Mercoledì 5 febbraio Jacques Demy: ciné qui chante, a cura di Giampiero Raganelli.
Jacques Demy, regista francese. Dopo aver frequentato l’Accademia di belle arti, compie i primi passi come aiuto-regista di documentari, girando contemporaneamente alcuni cortometraggi a soggetto. Passa al lungometraggio scrivendo, sceneggiando e dirigendo Lola, donna di vita (1960), storia di una «chanteuse» di cabaret, con figlio a carico, che passa da un amore all’altro restando tuttavia in attesa del suo uomo emigrato in America, il quale alla fine si presenta alla guida di una gigantesca Cadillac decappottabile: un film intriso di tenerezza e di pungenti notazioni psicologiche, che evita le trappole del melodramma con un tocco di sottile ironia. Demy mostra, al tempo stesso, la sua prossimità e la sua distanza dalle atmosfere e dai modi della Nouvelle vague, da un lato rifiutando la cosiddetta sceneggiatura «di ferro», dall’altro lasciando trasparire una passione non puramente filologica per il grande cinema americano. I successivi La lussuria (episodio di I sette peccati capitali, 1961) e La grande peccatrice (1962), appaiono lavori di passaggio
Mercoledì 12 febbraio Alain Cavalier: cinema sull’invisibile, a cura di Cecilia Ermini.
Alain Cavalier, regista francese. Diplomato in cinema a Parigi, è assistente di L. Malle ed E. Molinaro prima di firmare il suo primo lungometraggio, Gli amanti dell’isola, nel 1961. Nel 1964 dirige A. Delon in Il ribelle di Algeri, film ambientato all’epoca della guerra d’Algeria, e nel 1968 ricorre all’efficace coppia M. Piccoli-C. Deneuve per La chamade, dramma dei sentimenti tratto da un romanzo di F. Sagan. Regista originale, poco prolifico e dalla messa in scena elegante, torna a segnalarsi nel 1986 con Thérèse, laica rievocazione della vita di santa Teresa di Lisieux, mentre più di recente si dedica a riflessioni a metà tra finzione e documentario (La rencontre, 1996; Vies, 2000) sul ruolo e il linguaggio delle immagini. Nel 2002, con René, filma in diretta la storia di un uomo di 155 chili che accetta di fare della «perdita di peso» il soggetto (e la scommessa) di un film.
Ingresso libero riservato ai soci Feedback. E’ possibile tesserarsi nelle serate di attività.
Le serate si svolgono presso la video-biblioteca “Vigor”, via Previati 18, Ferrara alle ore 21.
L’associazione Feedback in collaborazione con l’associazione Officina Dinamica è stata presente sabato 23 e domenica 24 novembre presso gli Imbarcaderi del Castello Estense di Ferrara con VINTAGE CLICK un vero e proprio set fotografico, nel quale i visitatori sono stati protagonisti di originali scatti d’epoca grazie alla presenza in scena di accessori vintage del secolo scorso.