Incontri con gli autori

Per la prima volta l’associazione Feedback organizza una serie di talk dedicati al mondo della fotografia. Fotografi professionisti, critici ed esperti saranno nostri ospiti per raccontarci le loro esperienze, per parlare del ruolo della fotografia nella loro professione, e per mostrare i propri lavori più significativi. Sono in calendario otto serate con cadenza mensile; gli incontri si svolgeranno presso la Videoteca Vigor del Comune di Ferrara, in via Gaetano Previati 18, a partire dalle ore 20.45. La partecipazione è gratuita per tutti i soci Feedback.

Calendario degli incontri

Mercoledì 18 ottobre 2017  Eleonora Marchini – Fotografia maternity e Newborn

Chi è Eleonora Marchini
Vivo nella provincia di Ferrara, classe 1980, mamma di due bimbe,Carlotta e Clara,e se oggi sono una fotografa è perché un giorno ho scelto di seguire il mio istinto. Dopo una forte delusione lavorativa mi iscrissi al mio primo corso di fotografia  quando ancora allattavo la piccola. Un bravissimo marito,si occupava delle bimbe, mentre io cercavo di capirci qualcosa tra tempi e diaframmi. Dopo qualche corso di base, corsi di storia della fotografia e analogico, nella mia città, mi iscrissi alla Shoot Institute di Bologna per intraprendere un percorso formativo che mi preparasse in maniera più approfondita al mondo del lavoro.Nell’aprile del 2013 aprii la mia attività. Ricordo l’emozione di quel giorno come fosse ieri. Il bisogno di trovare una fotografia che mi rappresentasse fino in fondo fu, fin da subito, fortissimo.Dirottai quindi tutte le mie emozioni verso una fotografia spontanea, che potesse regalare, alle persone comuni, gioia.. fotografando, e fermando così il tempo per loro, in quegli avvenimenti importanti e unici delle loro vite.Amo le fotografie stampate, da sempre. Probabilmente quello che mi ha sempre e inconsciamente legato alla fotografia è proprio questo incredibile potere di fermare un attimo e trasferirlo su qualcosa che possiamo toccare per sempre. La carta porosa tra le dita, gli angoli lesi da mani che chissà quante volte le hanno sfogliate nel tempo, l’odore di polvere e ricordi, dettagli da imparare a memoria, le emozioni.Questi sono dei bellissimi ricordi della mia infanzia.
Sito Web: www.eleonoramarchini.com


Mercoledì 22 novembre 2017 Roberto RodaIl fotoromanzo
GIALLI, NERI E SEXY. IL FOTOROMANZO NON SENTIMENTALE FRA BIZZARRO POPOLARE, RIVOLUZIONE SESSUALE, CONCETTUALITA’ ARTISTICA E FINALITA’ EDUCATIONAL.
60 ANNI DI SPERIMENTAZIONI CON LA FOTOGRAFIA “NARRATIVA” Dal Groupe Panique ad Ado Kirou, da Paolo Baratella a Bruno Vidoni, da Killing a Martin Mystère.

Chi è Roberto Roda
Roberto Roda, etnografo, fotografo e storico della fotografia è nato a Ferrara nel 1953. Dal 1982 cura le attività espositive e di ricerca del Centro Etnografico del Comune di Ferrara, dal 1999 coordina anche l’Osservatorio Nazionale sulla Fotografia. E’ autore e curatore di numerose pubblicazioni di storia della fotografia e di antropologia visuale. Come fotografo opera sia sul versante della documentazione dei beni etnoantropologici e del territorio sia nella sperimentazione artistica. Sue mostre sono state ospitate da musi e gallerie d’arte in Italia e all’estero.


Mercoledì 13 dicembre 2017 Filippo Venturi – FOTOGIORNALISMO Essere testimoni della realtà

Chi è Filippo Venturi
Filippo Venturi (Cesena, 1980) è un fotografo documentarista italiano che lavora a lavori commissionati editoriali, aziendali e commerciali. Si dedica inoltre a progetti artistici e personali su temi, storie e problematiche che ritiene interessanti da approfondire. I suoi reportage sono stati pubblicati su diversi magazine e quotidiani come The Washington Post, Financial Times, Vanity Fair, Die Zeit, Internazionale, La Stampa, Geo, Marie Claire, Gente, D di Repubblica, Io Donna / Corriere della Sera.Nel 2015 ha realizzato il progetto “Made in Korea”, sulla Corea del Sud, che è stato esposto al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena, al Foro Boario di Modena come “Nuovo Talento” di Fondazione Fotografia Modena, al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma nell’ambito della selezione “Emerging Talents” e alla Somerset House di Londra a seguito del premio ricevuto ai Sony World Photography Awards. Nel 2017 è stato inviato da Vanity Fair in Corea del Nord, dove ha realizzato il reportage “Korean Dream”, completando così il suo progetto sulla penisola coreana.

Sito web: www.filippoventuri.it


Mercoledì 17 gennaio 2018 Riccardo Musacchi – La Fototerapia psicocorporea: fotografie ed espansione della consapevolezza

La FotoTerapia psicocorporea, strutturata da Riccardo Musacchi, è un insieme di tecniche terapeutiche che si avvale dell’uso delle fotografie o delle immagini congiuntamente al lavoro di connessione al livello corporeo. Le fotografie permettono a ricordi e sensazioni di affiorare alla consapevolezza e il lavoro terapeutico con il corpo permette di elaborare al meglio i vissuti emersi dalle immagini, sempre con rispetto e all’interno della finestra di tolleranza della persona. La FotoTerapia psicocorporea aggiunge una grande attenzione al corpo e alle sensazioni che emergono guardando le immagini. In questo approccio una persona può ricevere ad esempio contatto fisico di sostegno durante l’espressione di emozioni forti o aiutata con il semplice tocco di una mano a catalizzare vissuti che non sarebbero emersi se fosse stata lasciata sola nel suo “guscio” protettivo. L’assunto di fondo, che deriva dagli studi neuroscientifici degli ultimi anni e dalle teorie della Biosistemica, è che “noi siamo corpo”. Non possiamo permetterci di ignorare questo fatto. Davanti alle immagini il nostro corpo reagisce, aumenta il respiro, blocca il respiro, diventa teso, impallidisce o arrossisce, distoglie lo sguardo. In presenza di  un professionista di fiducia che aiuta con estremo rispetto a stare in contatto con queste modificazioni e aiuta a esplorarle, esse si trasformano in comunicazioni chiare con noi stessi e con gli altri, stimolano un’espressione più spontanea di sé.

Chi è Riccardo Musacchi
Riccardo Musacchi, psicologo e psicoterapeuta con formazione in psicoterapie brevi, in psicoterapia Biosistemica e in EMDR. Docente della Scuola Italiana di psicoterapia Biosistemica. Svolge attività privata di psicoterapia con adulti e coppie; formatore e supervisore in psicoterapia corporea Biosistemica e educatore in FotoTerapia in vari istituti in Italia e in Brasile, autore del libro “FotoTerapia psicocorporea” edito da FrancoAngeli nel 2016.
Sito Web: www.riccardomusacchi.it


Mercoledì 14 febbraio 2018 Roberto RodaI metodi dell’etnografia
I METODI DELL’ ETNOFOTOGRAFIA. Come documentare le feste, i rituali sociali e il lavoro Come fotografare gli “informatori etnografici” : il ritratto come intervista visiva

Chi è Roberto Roda
Roberto Roda, etnografo, fotografo e storico della fotografia è nato a Ferrara nel 1953. Dal 1982 cura le attività espositive e di ricerca del Centro Etnografico del Comune di Ferrara, dal 1999 coordina anche l’Osservatorio Nazionale sulla Fotografia. E’ autore e curatore di numerose pubblicazioni di storia della fotografia e di antropologia visuale. Come fotografo opera sia sul versante della documentazione dei beni etnoantropologici e del territorio sia nella sperimentazione artistica. Sue mostre sono state ospitate da musi e gallerie d’arte in Italia e all’estero.


Mercoledì 14 marzo 2018 Alex Liverani e Matteo SigoloLa Street Photography : i progetti e i lavori del gruppo InQuadra.

InQuadra è un collettivo fotografico fondato nel 2014.
Focalizzato principalmente sulla fotografia di strada, InQuadra nel 2017 decide di allargare il proprio “campo visivo” ed aprirsi anche ad altri stili fotografici, lasciando i membri liberi di esprimersi attraverso qualsiasi altro genere fotografico. InQuadra è attualmente composto da nove fotografi residenti in Italia, nel Regno Unito, in Belgio e in Norvegia. Tutti i membri sono stati finalisti o vincitori di festival di fotografia e hanno esposto le loro foto e progetti in Italia e all’estero. InQuadra è disponibile per collaborazioni, workshop, interviste e mostre.
Sito Web: www.inquadra.org

Alex Liverani è un fotografo freelance con base a Faenza in Italia. Ha studiato fotografia alla D.O.O.R. Academy di Roma frequentando un master internazionale sui moderni linguaggi della fotografia documentaria. Lungo il suo percorso formativo ha avuto come docenti: Alex Webb e Max Pinckers (Magnum), Ricardo Cases e Federico Clavarino (Blank Paper – Madrid), Sergio Ramazzotti (Parallelo Zero) e Massimo Mastrorillo. Vincitore di importanti concorsi internazionali; tra i più importanti il Miami Street Photography Festival nel 2016, l’Urban DotArt nel 2015, il Leica Talent Italia nel 2014 e il Nikon Young Talent nel 2013. I suoi lavori sono stati esposti in diverse città e nei principali festival di fotografia in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Collabora dal 2016 con Fujifilm italia allo sviluppo e a alla promozione di nuovi prodotti prima del loro lancio sul mercato e all’organizzazione di workshop sulla Street Photography. Alex è inoltre l’ideatore del collettivo InQuadra.

Matteo Sigolo è nato a Ravenna nel 1986. Nel 2015 si è trasferito a Venezia, dove tutt’ora vive e lavora. Il suo interesse per la fotografia è nato circa sette anni fa, dapprima con il paesaggio e la natura, passando più tardi alla strada, al paesaggio urbano e alle sue connessioni con l’uomo. Matteo è uno dei fondatori del collettivo InQuadra.
Sito Web: www.matteosigolo.com


Mercoledì 11 aprile 2018 Michele Smargiassi“Un’autentica bugia. La fotografia, il falso, il vero”

L’avvento della tecnologia digitale, con i potenti strumenti di manipolazione dell’immagine che mette a disposizione di tutti, ha gettato più di un’ombra di discredito sulla credibilità della fotografia, al punto che siamo ormai pronti a considerare esaurito dopo meno di due secoli il compito storico di documento e racconto del mondo dell’invenzione di Daguerre. Attraverso una rilettura trasversale della sua storia e decine di casi e di esempi di manipolazione, questa conversazione cerca invece di dimostrare che la fotografia ha sempre trasformato, tradotto e spesso deformato i propri soggetti; nel suo andamento quasi da manuale, tenta di affermare che solo una conoscenza non ingenua del processo di trasformazione della realtà in immagine fotografica, e di tutte le deformazioni intenzionali o inconsapevoli che ne derivano, è possibile salvare quel fondamentale e unico potere di testimonianza “per prelievo” che la fotografia, unica tra le immagini prodotte dall’uomo, possiede ancora, e al quale non è giusto rinunciare.

Chi è Michele Smargiassi
Michele Smargiassi nasce a Dovadola nel 1957. Racconta che “Il suo babbo Alberto, cancelliere di pretura, possedeva una Voigtländer con mirino a traguardo che gli lasciava usare con cautela, ed era forse l’unico in paese ad avere anche una cinepresa 8 millimetri: da lui ha avuto il gusto di ‘guardare le figure’. La mamma Miranda, insegnante di scuola media, non ha mai lasciato gli scaffali di casa vuoti di libri: da lei ha avuto il gusto di ‘leggere le storie’. A Modena, la città in cui si è trasferito, ha fatto pian piano sposare queste due vocazioni”. Si laurea in Storia Contemporanea all’Università di Bologna con una tesi sulle trasformazioni urbanistiche di Modena a cavallo del Novecento, viste attraverso l’occhio della cartolina illustrata. Giornalista prima a l’Unità, dal 1989 a la Repubblica. Si occupa di società e cultura. Oltre a testi per mostre, cataloghi, riviste e volumi collettivi, prefazioni e postfazioni, articoli per riviste specializzate e culturali, ha scritto svariati libri tra cui: “Un’autentica bugia. La fotografia, il vero, il falso.” (Contrasto, 2009); il saggio “La famiglia foto-genica” per gli Annali della Storia d’Italia (Einaudi, 2004); presso DeriveApprodi è uscito nel 2015, nella raccolta “Etica e fotografia” a cura di Raffaella Perna e Ilaria Schiaffini, il suo saggio “Bugie dell’elocutio”. Di recente ha scritto una prefazione a un libro che teneva a far conoscere in Italia, “L’immagine condivisa” di André Gunthert (Contrasto, 2016), e una postfazione al libro di Simona Guerra “Il bambino di Scanno” (Postcart, 2016) dedicato a una celeberrima fotografia di Mario Giacomelli. Fa parte del comitato scientifico del Centro italiano per la fotografia d’autore di Bibbiena e del comitato scientifico della Fondazione Nino Migliori. Tiene da anni il noto blog Fotocrazia in cui affronta temi etici legati alla fotografia, fotografia e internet, manipolazioni digitali. Afferma di fare il giornalista con sua grande sorpresa, che era poi il suo sogno da bambino; mentre adesso che è giornalista, a volte di mestiere vorrebbe fare il bambino.
Sito web: http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/

Puoi leggere la recensione o acquistare il libro di Michele Smargiassi qui:
http://www.contrastobooks.com/product_info.php?products_id=264


mercoledì 23 maggio 2018 Loris Savino – “La fotografia documentaria: fra soggettività e dovere di cronaca

Durante l’incontro Loris Savino, fotografo documentarista, cercherà d’investigare la relazione tra la veridicità del documento e l’interpretazione del fotografo, stimolando una riflessione su come trovare un equilibrio tra forma e contenuto mantenendo un’etica professionale e variando i tipi di linguaggio per poter arrivare al pubblico contemporaneo. Il talk non ha la pretesa di dare risposte all’annoso dilemma del fotogiornalista, costantemente diviso fra realtà e visione artistica, ma intende fornire stimoli di riflessione invitando i partecipanti ad interrogarsi sulla tensione contraddittoria che caratterizza la fotografia documentaristica, specialmente ai giorni nostri in cui il mondo brulica di immagini di cronaca, magari scattate in tempo reale, e in cui il ruolo di testimone classico del fotoreporter viene meno, lasciando aperti altri spazi di interazione. 

Chi è Loris Savino
Già a 16 anni Loris lavora al fianco del padre muovendo i suoi primi passi nel mondo dell’editoria e della fotografia di moda. Dopo essersi diplomato alla Scuola d’Arte, ha lavorato per diversi anni con varie agenzie di comunicazione per progetti di fotografia online e sperimentazione video. Nel 1998 torna a lavorare come assistente nel mondo della fotografia fashion e nel 2000 entra a far parte dell’agenzia “Grazia Neri” di Milano con un progetto sull’immigrazione in Italia. Successivamente, si è trasferito a Gerusalemme e poi a Istanbul su incarico di testate varie con cui ha collaborato. Nel 2005 è entrato a far parte dell’agenzia “Contrasto” di Milano ed ha realizzato una serie di video e documentari. Sempre nel 2005, grazie al lavoro svolto per una ONG nei bassifondi di Kibera, in Kenya, ha vinto il premio “Baldoni” per la fotografia. Nel 2011 ha seguito le rivolte nel mondo arabo e ha dato vita ad un progetto personale – “Between Lands, in a permanent revolt” – che lo ha visto spostarsi lungo la costa mediterranea – Egitto, Libia, Tunisia e Grecia – che si è concluso con una mostra multimediale composta da suoni, video e immagini, esposta a Istanbul e in Italia. Nel 2013, a Milano, ha fondato il LINKE.lab – realtà che si occupa di formazione, allestimento mostre e stampa fine-art per numerosi fotografi di fama internazionale – e l’anno successivo ha fotografato la secessione della Crimea dall’Ucraina per Le Monde, The New Yorker e Paris Match. Nel 2018 ha realizzato servizi a Tel Aviv per la rivista “Sirene” per poi tornare a documentare i fatti di Gaza. Loris si divide professionalmente fra Milano e Barcellona.
Sito web: https://www.lorissavino.com

 

#metoo

#metoo
rassegna cinematografica
10 maggio – 7 giugno

 

Tornano gli incontri alla Video-Biblioteca Vigor di Ferrara a cura dell’Associazione di promozione Feedback. A maggio parte #metoo, una rassegna interamente dedicata alla donna. Il titolo si allinea al movimento nato nel 2017, in seguito agli scandali legati agli abusi sessuali nel mondo dello spettacolo, ma con l’intenzione di ampliare il dibattito alla condizione sociale della donna in generale, spaziando dagli Stati Uniti al Medio Oriente.

Si inizia con Un’altra donna di Woody Allen, capolavoro dimenticato della sfera Bergmaniana del regista newyorkese, con Gena Rowlands, donna di mezz’età che affronta una profonda crisi personale accostandosi, per caso, alla psicanalisi.

Secondo film Viviane,  di Ronit e Shlomi Elkabetz. Ronit bravissima attrice e regista israeliana, tragicamente scomparsa due anni dopo l’uscita del film, affronta un calvario giudiziario in Israele, di fronte ad una giuria di rabbini, per ottenere il divorzio da un marito non consenziente.

Terzo film, un interessante recupero di un film italiano a lungo rimasto invisible, il melodramma di Raffaello Matarazzo La nave delle donne maledette. Un film che descrive la ribellione di un gruppo di reiette, deportate per mare da un uomo senza scrupoli. Censurato all’epoca e stampato in bianco e nero per mitigare la sensualità delle immagini, il film viene proposto nella versione a colori.

Quarto film, Moolaadé del maestro senegalese Ousmane Sembène, toccante e sincera pellicola che affronta la delicata tematica dell’infibulazione, vincitrice del premio Un Certain Regard al 57° festival di Cannes.

Il ciclo si chiude con il doveroso omaggio al maestro dell’animazione giapponese Isao Takahata, recentemente scomparso all’età di 82 anni. Vedremo il suo film testamento Storia della principessa splendente, un delicatissimo racconto di formazione al femminile in cui l’animazione sfocia in una sinfonia di pennellate quasi astratte.

Si ricorda che tutte le proiezioni saranno introdotte da Alice Cucchetti, una delle firme critiche del settimanale cinematografico FilmTV.

Calendario completo delle proiezioni

giovedì 10 maggio
Un’altra donna di Woody Allen (USA, 1988)

giovedì 17 maggio
Viviane di Ronit e Shlomi Elkabetz (Israele – Germania – Francia, 2014)

giovedì 24 maggio
La nave delle donne maledette di Raffaello Matarazzo (Italia, 1953)

giovedì 31 maggio
Moolaadé di Ousmane Sembène (Senegal – Burkina Faso – Marocco – Tunisia – Camerun, 2004)

giovedì 7 giugno
Storia della principessa splendente di Isao Takahata (Giappone, 2013)

Tutti i film saranno in lingua originale con sottotitoli italiani.
Inizio proiezioni ore 21, ingresso libero, riservato ai soci Feedback.
È possibile tesserarsi in loco per l’anno 2018.

 

Analogica Cinetica

ANALOGICA CINETICA
Francesca Pennini – CollettivO CineticO

Mostra fotografica personale di Daniele Zappi

dal 27 aprile al 31 Maggio 2018
presso il primo piano del Museo Civico Archeologico “G. Ferraresi” c/o Casa dell’Ariosto, Via A. Gramsci, 301 – Stellata di Bondeno , Ferrara
Inaugurazione Venerdì 27 Aprile ore 19 con Live Act di Andrea Amaducci, performer e artista visivo.

ANALOGICA perché è un’esposizione di foto analogiche da pellicole in bianco e nero stampate direttamente dal fotografo in camera oscura; CINETICA, perché è su Francesca Pennini, la performer, danzatrice, coreografa e direttrice del CollettivO CineticO, il pluri premiato collettivo di danza contemporanea ferrarese.

Il contrasto e l’improvvisazione sono i fili conduttori della mostra, fatta di scatti rubati tra i dietro le quinte e gli spettacoli del Collettivo. Zappi utilizza volutamente un mezzo fotografico analogico con pellicole in bianco e nero per contrapporsi alla contemporaneità e ai colori delle opere performative modellate dalla Pennini.

La mostra è un omaggio alla coreografa ferrarese nella sua individualità cinetica, alla quale vengono dedicate foto che sono alla ricerca dell’estetica, etimologicamente intesa come “percezione attraverso la mediazione dei sensi”.

Durante inaugurazione, lo slancio estetico della mostra sarà alimentato dal contributo dell’artista ferrarese Andrea Amaducci, Cinetico dal 2007, che darà vita a dei Live Act, ad intensificare anche l’improvvisazione e i contrasti alla base della mostra stessa.

L’inaugurazione, e tutta la mostra, sarà quindi il risultato di una trasversalità di arti espressive.

L’evento si svolgerà al primo piano della Casa Ariosto, che appartenne a Virgilio, chierico e nobile, figlio del poeta Ludovico e che ora ospita il Museo Civico Archeologico “G. Ferraresi”, Via A. Gramsci, 301 – Stellata di Bondeno – Ferrara

Le fotografie rimarranno esposte per tutto il mese di Maggio, gli orari di apertura sono quelli del Museo Archeologico: sabato e festivi 15.00 – 19.00, domenica 9.30 – 12.30, 15.00 – 19.00

Info e contatti:

Museo Archeologico “G. Ferraresi” – Casa dell’Ariosto,
Via A. Gramsci, 301 – 44010 Stellata di Bondeno (Fe),
Tel 0532 899293
casariosto@comune.bondeno.fe.it

Daniele Zappi
www.danielezappi.it
daniele.zappi@gmail.com
tel: 349 8651913

 

Conversazioni dalla finestra

Conversazioni dalla Finestra
La cultura in carcere

Parlare di cultura adottando un punto di vista diverso, come quello a favore del recupero della persona detenuta in carcere, può fare scoprire bellezze nascoste. E’ questo che si propone di offrire ai cittadini il ciclo di incontri-aperitivo con i conduttori di progetti culturali nella Casa Circondariale “C. Satta” di Ferrara dal titolo “Conversazioni dalla finestra: la cultura in carcere”, in programma tra aprile e maggio in diversi luoghi pubblici di Ferrara.

Realizzare percorsi culturali in carcere significa dare la possibilità alla società di raccontarsi nuovamente, di aprire il ventaglio delle offerte di realizzazione di un individuo, a coloro che spesso da queste offerte, per provenienza sociale, sono rimasti esclusi. A partire da queste offerte il detenuto ha la possibilità a sua volta di raccontarsi con un linguaggio nuovo e più adatto a sé, accorciando le distanze che li separano dalla società da cui esso è temporaneamente escluso.

Questi momenti vogliono invitare la cittadinanza a riflettere, partendo dalle esperienze con la popolazione ristretta, sul ruolo stesso della cultura. Sperimentare nuovi linguaggi narrativi,  trovare nuove forme di espressione del bello  hanno un significato e un’importanza centrale nei processi di trasformazione della società che sono tutti i giorni sotto i nostri occhi.

​Dalle 19 alle 21 gli incontri saranno:

  • martedì 10 aprile al ristorante “Scaccianuvole”
  • martedì 17 aprile al pub “Clandestino”,
  • lunedì 7 maggio alla pasticceria “San Giorgio”
  •  martedì 15 maggio al CPS Ancescao “La Resistenza”

Ognuno degli incontri prevede la proiezione del film documentario “Epica Carceraria”sul lavoro “Gerusalemme Liberata” del laboratorio di teatro in carcere, realizzato da Marinella Rescigno e Davide Pastorello. A seguire un momento di discussione e dibattito alla presenza di chi porta avanti attività culturali nella Casa Circondariale di Ferrara:

  • il laboratorio teatrale,
  • la redazione del periodico “Astrolabio”,
  • il laboratorio di pittura,
  • il laboratorio di fotografia,
  • i percorsi scolastici,
  • la biblioteca.

Nel corso dell’incontro ogni referente delle attività illustrerà il proprio metodo di approccio al detenuto, le difficoltà e gli aspetti positivi della propria esperienza, inoltre saranno presentati pubblicazioni e materiali informativi relativi ai progetti culturali che hanno trovato continuità nel carcere.

L’iniziativa di sensibilizzazione alla realtà carceraria è promossa da Teatro Nucleo e Agire Sociale nell’ambito del progetto Cittadini Sempre, che all’interno della Casa Circondariale di Ferrara coinvolge Enti del terzo settore, Amministrazioni pubbliche e cittadini. Anche l’associazione Feedback parteciperà a questi incontri, raccontando le esperienze del nostro socio Cristiano Lega, che all’interno del carcere ha realizzato un importante reportage fotografico, e ora sta tenendo un corso base di fotografia per i detenuti.

 

5per1000

Da quest’anno c’è una importante novità per i soci e in generale per tutti i nostri simpatizzanti.
Sulla dichiarazione dei redditi del 2017, sarà possibile donare il proprio 5 per mille alla nostra associazione, indicando il nostro codice fiscale 93069550387.
Ricordatevi quindi di firmare sul modello 730, “Persone Fisiche 2018” o sul “Redditi 2017” l’apposito riquadro, e di indicare il codice fiscale dell’ente beneficiario.

Esempio di compilazione del Modello “Persone Fisiche 2018” per donare il 5 per 1000:

 

Da 12 anni l’associazione di promozione sociale Feedback organizza iniziative per diffondere la cultura cinematografica e fotografica, realizzando numerosi prodotti video (tra cui due lungometraggi e numerosi documentari e corti), 26 rassegne cinematografiche, corsi di formazione sulle tecniche audiovisive, 5 edizioni della Maratona Fotografica di Ferrara, 2 edizioni del Paroliere Fotografico, 2 viaggi fotografici all’estero (a Sarajevo e Berlino), 18 edizioni del corso base di fotografia digitale, numerosi workshop e laboratori di fotografia (corso intermedio, laboratori di street photography, ritratto, reportage, fotografia contemporanea, post-produzione). Sono numerose anche le collaborazioni con altre associazioni ed enti no-profit.

Ringraziamo fin da ora chi vorrà donarci il proprio contributo, che ci permetterà di continuare le nostre attività di divulgazione e promozione della cultura dell’immagine nella città di Ferrara.

Andrea Bonfatti
(presidente e responsabile sezione fotografia dell’associazione)

 

Italian Extreme

Italian Extreme
23 gennaio – 27 marzo 2018

Anche per quest’inverno, la rassegna di Feedback Cinema si tinge di underground. Con ITALIAN EXTREME parleremo dei registi che hanno cambiato le regole del cinema nostrano, concependo opere provocatorie, rivoluzionarie e spesso scomode. Avremo modo di spaziare dal cinema di genere alla videoarte politica ospitando, per la prima volta, non solo esperti critici ma gli addetti ai lavori in carne ed ossa.

Si parte il 23 gennaio con il primo ospite, Cesare Bastelli, storico direttore della fotografia e assistente di Pupi Avati, che racconterà la propria esperienza sul campo, iniziando dal grande cult “La casa dalle finestre che ridono”.
Il 30 gennaio ospiteremo Francesco Crispino, figlio del grande regista Armando, che presenterà il suo documentario Linee d’ombra dedicato all’opera del padre. Sempre a tema l’incontro successivo (6 febbraio), con la proiezione della versione integrale del cult maledetto Macchie solari.
Il 13 febbraio, Giampiero Raganelli di Quinlan.it ci parlerà di Paola Cavara, sul quale ha recentemente curato un saggio, un altro regista invisibile da riscoprire insieme a un altro grande cult La tarantola dal ventre nero (20 febbraio).
Il 27 febbraio sarà la volta di Tinto Brass. Il regista Massimo Alì Mohammad ci parlerà degli inizi della carriera del maestro dell’erotismo, autore di film liberi e fuori genere, spesso dimenticati a favore dei suoi classici vietati ai minori.
Il 6 marzo si parla di videoarte e politica con Raffaele Meale di Quinlan.it. Il critico romano ci porterà la sua personale ricerca su Alberto Grifi, una delle figure più interessanti del cinema underground italiano.
Il 17 marzo sarà la volta di un altro addetto ai lavori, Dario Stefanoni, collaboratore de I 1000(o)occhi di Trieste, ormai il massimo festival di riferimento per quanto riguarda il cinema invisibile italiano. Dario ci parlerà delle sue appassionate ricerche nell’entroterra del cinema underground, degli incontri e delle inattese scoperte. Questo evento si svolgerà in una fascia oraria diversa, ovvero dalle ore 19.00, sempre presso la Videoteca Vigor di Ferrara.
La rassegna si conclude il 20 e 27 marzo con il doppio omaggio al maestro indiscusso del cinema indipendente italiano, Marco Ferreri. L’ultimo esperto Massimo Ferrari, uno dei massimi cinefili italiani, ci parlerà della carriera del maestro, dai dimenticati esordi spagnoli a La grande abbuffata. Gran finale con l’introvabile Dillinger è morto.

Ricordiamo che tutti gli incontri sono ad ingresso libero, riservati ai soci Feedback.
ORE 21, presso Video-Biblioteca Vigor, Via Previati 18, Ferrara.

Il calendario completo degli incontri

23 gennaio
Finestre che ridono e altre avventureIncontro con Cesare Bastelli

30 gennaio
Le linee d’ombra di Armando Crispinoincontro con Francesco Crispino e proiezione del suo documentario Linee d’ombra

6 febbraio
Macchie Solari (ver.integrale) di Armando Crispino

13 febbraio
Paolo Cavara: la finestra sul cortile del mondo – a cura di Giampiero Raganelli (Quinlan.it)

20 febbraio
La tarantola dal ventre nerodi Paolo Cavara

27 febbraio
Prima dei c**i. Gli esordi di Tinto Brassa cura di Massimo Alì Mohammad

6 marzo
Alberto Grifi – a cura di Raffaele Meale (Quinlan.it)

13 marzo
La magia del Sud: le visioni di Luigi Di Gianni – a cura di Massimo Alì Mohammad

17 marzo – ore 19.00
Invisibili e miserabili. Storie e isterie di cinema italiano sommerso – a cura di Dario Stefanoni (Festival I 1000(o)occhi)

20 marzo
Scorbutico, iracondo, buffo e basso. Il cinema di Marco Ferreri – a cura di Massimo Ferrari

27 marzo
Dillinger è mortodi Marco Ferreri

Interverrano

Cesare Bastelli / Nato a Modena e cresciuto a Bologna. Ora vive nella campagna della pianura fra Bologna e Ferrara. Dopo esperienze nel teatro di sperimentazione, tra gli anni ‘70 e ’80, collabora con Lucio Dalla, curando le luci e i filmati, l’allestimento scenico e il suono dei suoi recital teatrali. Frequenta il corso di laurea in Discipline dello Spettacolo (DAMS). È aiuto regista di Pupi Avati e per lui lavorerà in questo ruolo in una quindicina tra film e sceneggiati, praticamente in tutta la produzione del regista fino all’86 . E’ aiuto regista anche di Marco Bellocchio (“Gli occhi la bocca”), di Roberto Faenza (“Si salvi chi vuole”), di Marco Ferreri (“Chiedo Asilo” e “Il futuro è donna”), di Gianfranco Mingozzi, Marco Leto e altri. Inizia professionalmente l’attività di direttore della fotografia nei primi anni ’80 girando alcuni documentari per RAI 3 e la Regione Emilia Romagna. Firma anche come operatore, in pellicola e in elettronico, i primi video musicali Italiani (Lucio Dalla, Luca Carboni, Spagna, Stadio, Ron, Tozzi). Come direttore della fotografia si dota di un’agile attrezzatura tecnica personale comprendente materiale elettricisti, macchinisti e gruppo elettrogeno e forma una squadra professionale che opera soprattutto nelle produzioni in Emilia Romagna. Inoltre acquista, fra i primi in Italia, una macchina Lightworks per montaggio cinematografico digitale off line in società con Paolo Cottignola che monterà con essa film di Ermanno Olmi, Maurizio Zaccaro, Carlo Mazzacurati e altri.

Francesco Crispino / Nato a Roma nel 1967. Come il padre Armando, si è occupato di cinema fin dalla giovane età: prima come attore-doppiatore, poi come studioso, filmmaker e docente di linguaggio audiovisivo. Dopo aver insegnato “Storia del cinema” all’Università di Firenze e a quella di Cassino, attualmente è titolare del “laboratorio di Filmmaking” presso l’Università di Roma Tre. Come regista ha firmato alcuni documentari (Non al denaro non all’amore né al cielo, 1995; Linee d’ombra, 2007; Quadri espansi, 2013) e diversi cortometraggi. Come scrittore ha pubblicato due volumi di taglio saggistico, numerosi saggi sul cinema e un romanzo (La peggio gioventù, 2016). Da cinque anni collabora con la rivista “Filmcronache”. Giampiero Raganelli / giornalista, critico cinematografico e teatrale, specializzato in cinema orientale. Collabora con alcune riviste e numerose testate online specializzate («Quinlan», «Carte di cinema», «Uzak.it», «Filmidee», «Rapporto confidenziale», «Asia Express», «Spaziofilm», «Positifcinema», «Teatro Teatro»). Inoltre organizza rassegne per numerose associazioni culturali. Tra i coautori dei volumi «Il film in cui nuoto è una febbre», monografia sui registi emergenti a livello internazionale, e «The Monster Show», guida la cinema mostruoso per ragazzi, edito dalla Cineteca di Bologna. (FilmIdee www.filmidee.it, Uzak www.uzak.it). Recentemente ha collaborato alla terza monografia INLAND dedicata a Lav Diaz, edita da Bietti.

Massimo Alì Mohammad / (1983, Napoli) sceglie nel 2009 Ferrara come città adottiva e collabora dal 2010 con l’associazione Feedback nell’organizzazione di progetti documentaristici e cinematografici, lezioni di cinema e cineforum. Il suo cortometraggio La Nonna, è stato selezionato in 8 festival internazionali, vincendo la menzione speciale della giuria al 26° Torino Film Festival e il primo premio al Valdarno Cinema FEDIC 2009. Nel 2012 discute la tesi in storia del cinema su Jan Švankmajer. Con l’Associazione Feedback, per cui cura la sezione cinema, ha realizzato i documentari L’occulto della terra (menzione speciale al festival DOCunder30 2012), Das ist Walter (Festival DocuCity 2013), Mignon, (rassegna DOC in Tour 2013, Festival del cinema di Mantova 2013 e 30. Kasseler DokFest) e Voci dalla Val Montone. Dal 2014 collabora con la Meyehar Productions di Seattle per cui realizza il lungometraggio Amore tra le rovine.

Raffaele Meale / nato a Roma, dove vive. Tra i fondatori della rivista di critica online Quinlan.it, collabora con varie realtà editoriali, tra le quali Alias e Blow Up. Ha curato insieme ad Enrico Azzano le due edizioni di “Nihon Ega – Storia del cinema giapponese”, con i relativi volumi. Ha partecipato a numerosi volumi collettanei, scrivendo tra gli altri di Shinya Tsukamoto, Alberto Grifi, Carlo Lizzani e Satoshi Kon. Vanta collaborazioni con Cineteca Nazionale, Japan Film Foundation, Viennale, Future Film Festival, Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro. È membro del consiglio nazionale del SNCCI e della commissione “Film della Critica”.

Dario Stefanoni / Curatore e critico cinematografico, si laurea presso il Dams Cinema a Bologna con una tesi su James Incandenza e, attualmente, collabora come ricercatore e storico con i I 1000(o)occhi di Trieste, festival internazionale del cinema e delle arti diretto da Sergio Grmek Germani.

Massimo Ferrari / nato a Lecco nel 1951. Dopo la Laurea in Scienze Politiche ha condotto un’attività quarantennale di corsi su cinema e audiovisivi nelle scuole superiori della sua città. Per conto del comune di Lecco si è occupato delle attività cinematografiche dell’ufficio cultura, organizzando corsi serali, rassegne d’incontri e proiezioni dedicati alla cittadinanza. Dal 2007 è stato responsabile della sezione audiovisivi della biblioteca provinciale. Con passione frequenta dagli anni ‘70 numerosi festival cinematografici tra i quali Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone, approfondendo la sua grande predilezione per il cinema delle origini, il Festival Del Nuovo Cinema di Pesaro, Locarno e Venezia.