Inaugurazione centro di documentazione cinematografica Delta del Po

INAUGURAZIONE CENTRO DI DOCUMENTAZIONE CINEMATOGRAFICA DEL DELTA DEL PO
rassegna cinematografica / 30 settembre, 7 -14 ottobre 2018

In occasione dell’inaugurazione del centro di documentazione del Delta del Po, tre giornate di proiezioni e incontri cinematografici per rivivere questi luoghi attraverso lo sguardo di due grandi registi che hanno spesso scelto il delta per ambientare i propri film: Pupi Avati e Carlo Mazzacurati.

Primo incontro, domenica 30 settembre con il film cult La casa dalle finestre che ridono, il thriller capostipite del gotico padano diventato poi punto di riferimento per registi italiani e internazionali per la sua atmosfera unica, rimasta intatta dopo più di quarant’anni. Storia di un restauratore che riceve l’incarico di riportare alla luce un misterioso affresco in una chiesetta nella più remota provincia ferrarese; un film con il quale il regista è capace di rileggere con talento visionario gli umori rarefatti del delta e dei suoi piccoli centri abitati.
Secondo incontro, domenica 7 ottobre con Festa di laurea, uno dei film di Avati ingiustamente quasi invisibili, in cui il regista rilegge gli stessi luoghi a lui cari, ambientando un racconto sull’umanità divisa del secondo dopoguerra. Un film delicato e venato da una sottile vena di malinconia, che ritrae la frattura di due classi sociali in un paese ancora ferito.
Terzo e ultimo incontro dedicato ad un altro grande regista Carlo Mazzacurati, scomparso prematuramente nel 2014, con il suo lungometraggio d’esordio, Notte italiana.  Con questa terza pellicola ritroviamo le zone del Po e del Delta settentrionale, con le sue sconfinate pianure, canali e nebbie; un film che potremmo definire un noir sociologico in cui il regista scandaglia i malcostumi dell’imprenditoria italiana con rigore morale e una regia già matura e consapevole.

Tre incontri da non perdere che saranno arricchiti dagli interventi di Cesare Bastelli, storico collaboratore di Pupi Avati dai tempi de La casa dalle finestre che ridono e direttore della fotografia di numerose sue opere. Ogni proiezione sarà inoltre accompagnata da un intervento critico di Massimo Alì Mohammad, regista ferrarese d’adozione dal 2009 e referente della sezione cinema dell’Associazione Feedback di Ferrara.

Ecco nel dettaglio il calendario degli incontri

Domenica 30 settembre
La casa dalle finestre che ridono, di Pupi Avati (Italia, 1976)
Sarà presente l’assistente alla regia Cesare Bastelli

Domenica 7 ottobre
Festa di laurea, di Pupi Avati (Italia, 1985)
Sarà presente l’assistente alla regia Cesare Bastelli

Domenica 14 ottobre
Notte italiana, di Carlo Mazzacurati (Italia, 1987)

Tutti gli incontri si svolgeranno presso il CENTRO DI DOCUMENTAZIONE CINEMATOGRAFICA DEL DELTA DEL PO, Corso G.Mazzini, 200 – 44022 Comacchio (FE)
Eventi a partire dalle ore 18.00
A seguire aperitivo con prodotti tipici

 

Ferrara Balloons Festival 2018

Ferrara Balloons Festival
7 – 16 settembre 2018

Il Ferrara Balloons Festival è uno dei più importanti eventi d’Europa dedicato alle mongolfiere. Anche quest’anno il Festival – organizzato da Ferrara Fiere Congressi S.r.l. – si svolgerà presso il Parco Urbano dal 7 al 16 settembre 2018. Tantissime sono le attrattive e gli eventi del Festival, sul sito ufficiale potrete trovare il programma completo della manifestazione, oltre a tutte le informazioni su come raggiungere il festival e come prenotare il proprio volo in mongolfiera.

Sito ufficiale: http://www.ferrarafestival.it/it/
La mappa del festival: http://www.ferrarafestival.it/it/il-festival/programma-e-mappa/mappa

Da diversi anni Feedback supporta il Festival nell’organizzazione del concorso fotografico dedicato ai Balloons. Qui potrete trovare il regolamento ufficiale dell’edizione 2018.

Contest Fotografico 2018: http://www.ferrarafestival.it/images/2018/Contest2018/Regolamento-Contest-2018.pdf
Le immagini vincitrici dell’edizione 2017: http://www.ferrarafestival.it/it/il-festival/scuole-e-contest/contest-fotografico

(immagine di copertina di Andrea Bonfatti)

 

Limbici

Mostra delle fotografie realizzate con i detenuti fotografi della Casa Circondariale di Ferrara
Un progetto di Cristiano Lega
5 e 6 ottobre 2018

“Gli uomini devono sapere che da niente altro se non dal cervello deriva la gioia, il piacere, il dolore, il pianto e la pena. Attraverso esso noi acquistiamo la conoscenza e le capacita critiche, e vediamo e udiamo e distinguiamo il giusto dall’errato (Ippocrate)”. Quel cervello è stato approfondito e quelle emozioni sono state attribuite al sistema Limbico.

La scelta della forma espressiva del ritratto non è casuale: il ritratto è spesso manifestazione dei propri pensieri e specchio privilegiato di sentimenti individuali e collettivi. Fare un ritratto o farci un ritratto svela il nostro modo di guardare agli altri e a sé stessi, mettendo in gioco la sensibilità e la cultura di chi lo realizza. Si tratta di un lavoro che richiede tempo e perizia tecnica, in controtendenza in un mondo di selfies e scatti veloci che immortalano persone e luoghi quasi sempre tenendo conto dell’ immediato senza alcun approfondimento.

Ne è nato un lavoro fotografico a più mani dove i detenuti, nei sei mesi di laboratorio, si ritraggono attraverso fotografie realizzate direttamente da loro e tra di loro (scatti ed autoscatti), diventando al tempo stesso fotografi e modelli. L’aula del carcere si trasforma in uno studio fotografico dove poter esprimere liberamente le proprie emozioni.

La mostra verrà esposta nei giorni 5 e 6 ottobre all’interno della casa circondariale di Ferrara, e farà parte delle iniziative “La città incontra il carcere”, il cui scopo è di far conoscere alcune fra le diverse attività formative in atto all’interno dell’istituto penitenziario. L’evento fa parte del programma ufficiale del Festival di Internazionale a Ferrara.

Per visitare la mostra è necessario prenotarsi entro il 5 settembre 2018.

Sarà possibile accedere il 5 ottobre, con ingresso gratuito, partecipando a “La città incontra il carcere”; è obbligatorio prenotarsi entro il 5 settembre 2018, inviando una e-mail a info@giornaleastrolabio.it indicando: nome e cognome, luogo e data di nascita ed allegando la scansione della carta di identità. L’elenco delle iniziative dell’evento “La città incontra il carcere” è disponibile qui: http://www.giornaleastrolabio.it/notizie/50/la-citta-incontra-il-carcere.html#null

Sarà inoltre possibile accedere anche il 6 ottobre, partecipando allo spettacolo teatrale “Ascesa e caduta degli UBU”, prodotto da Teatro Nucleo, e con gli attori della Casa Circondariale di Ferrara. I dettagli sullo spettacolo sono disponibili qui: http://www.teatronucleo.org/610-ascesa-e-caduta-degli-ubu-co-casa-circondariale-di-ferrara/

Per partecipare allo spettacolo teatrale, è necessario prenotarsi entro il 5 settembre 2018, inviando una email a teatroccferrara@gmail.com indicando: nome e cognome, luogo e data di nascita ed allegando la scansione della carta di identità. Posto Unico, biglietto di partecipazione allo spettacolo di 10 euro.

Si ricorda che l’ingresso alla Casa Circondariale è consentito ai maggiori di 18 anni incensurati e non è permesso ai parenti dei detenuti reclusi nel carcere di Ferrara. Dopo il 5 settembre, insieme alla conferma di accesso all’iniziativa, verrà inviata comunicazione della condotta da tenere, degli oggetti vietati, degli orari di ritrovo e di quelli di ingresso.

L’evento è stato patrocinato dal Comune di Ferrara, e realizzato grazie al supporto e al contributo di Comune di Ferrara, RCE Foto Rovigo e Coop Alleanza 3.0.

 

Dalle tenebre alla luce

Dalle Tenebre alla Luce – mostra fotografica di Michele Balugani
dal 26 maggio all’8 luglio 2018

Museo Archeologico Nazionale di Ferrara  – via XX Settembre 122
Apertura Mostra da martedì a domenica, ore 9.30-17.00
Inaugurazione venerdì 25 maggio ore 20.30

L’autore di queste immagini è Michele Balugani che già abbiamo avuto modo di ammirare nella mostra di fotografia ” (In) VISIBILI ” allestita nei mesi scorsi a Casa Romei sul tema dei senzatetto.

Il suo interesse per la fotografia lo ha portato via via da pura passione ad una più approfondita ricerca tecnica e di contenuti, che si evolve con “imprese” sempre più interessanti, come questa originale mostra, che si ispira alla grande tradizione monumentale dei #cimiteri, dove gli #angeli vengono rappresentati diffusamente e sono un simbolo della tradizione cattolica anche se il loro significato originario va ricercato molto più lontano nel tempo.
Le fotografie qui riprodotte sono le immagini di sculture presenti nel complesso monumentale della Certosa, che tanta parte di storia ha nella nostra Ferrara, dal Rinascimento all’invasione napoleonica, fino alla sua definitiva trasformazione in cimitero cittadino. Molte delle celle monacali di un tempo quando il complesso era adibito a monastero certosino nel 1452, per volere del duca Borso D’este, sono state trasformate nel tempo in cappelle gentilizie ed il complesso della Certosa è stato oggetto di ampliamenti nel 1900 in particolare negli anni trenta, cinquanta, settanta…esempi straordinari di tombe monumentali abitano il complesso e da molte di queste il fotografo si è ispirato per ritrarre le figure degli angeli.

“Dalle tenebre alla luce” è il titolo che l’autore ha emblematicamente dato a questa mostra.
Tanti possono essere i significati e le trame di lettura di queste fotografie, anche considerando il luogo dove queste sono presentate: il Museo degli Etruschi di Spina, sede degli archetipi iconografici su cui riposano quei messaggi, primo fra tutti l’angelo alato e i suoi rapporti con la Nike-Vittoria che è anche Vittoria sulle tenebre. E un significato più profondo sembra infatti sovrastare tutti gli altri: il desiderio/speranza di rinascita che Michele ci trasmette e che non necessariamente significa rinascita oltre la vita.
Ri/nascita è un atteggiamento che può accompagnare il percorso di tante vite, un messaggio di cambiamento, una possibilità di nuove opportunità quando la caduta si fa sentire e le tenebre ci trascinano giù in fondo, l’uomo cerca la luce e forse può mettere le ali per uscire dalle tenebre.
Questo luogo straordinario, il museo archeologico di Spina, in cui trovano ”vita” queste fotografie ci porta in un tempo lontano e in un batter d’ali ritorniamo qui e ora ma non senza essere stati prima immersi in una suggestione straordinaria favorita da una tecnica fotografica particolare, in quanto le statue assumono una colorazione bianca che ne evidenzia i dettagli.
Gli angeli e le altre sculture si stagliano in questi scatti in una dimensione quasi tridimensionale e sembrano uscire dalla loro staticità prendendo forma davanti ai nostri occhi.

Mara Guerra

 

Views


VIEWS. Visual Ethnography and Urban Studies
Università di Ferrara – Auditorium Santa Lucia | Via Ariosto, 35
mercoledì 23 e giovedì 24 maggio 2018

Views – Visual Ethnography and Urban Studies. Due giornate di studio dedicate all’etnografia visiva applicata ai contesti urbani, organizzate dal Laboratorio di Studi Urbani dell’Università di Ferrara.
Come possono essere utilizzati gli strumenti audiovisivi nella ricerca di campo? Cosa vuol dire occuparsi di antropologia visuale fuori dall’ambito accademico? Cosa possono dirci le immagini dei paesaggi antropici?

PROGRAMMA:
MERCOLEDÌ 23 MAGGIO 2018

11.30 Presentazione e saluti
Giuseppe Scandurra (Università di Ferrara)
Martina Belluto (Università di Ferrara)

12.00 – 13.30 Antropologia visuale e ricerca urbana
Francesco Marano (Università della Basilicata)

13.30-14.30 Pausa Pranzo

14.30 – 17.30 Leggere l’immagine.
A cura di Chiara Scardozzi e Marina Berardi (fotografe e antropologhe culturali, Università di Roma “La Sapienza”)

18.00 – 19.30 Visita al Grattacielo di Ferrara

20.00 Serata di presentazione di lavori fotografici al Grattacielo, aperto al pubblico
– Dario Coletti (fotografo, Istituto Superiore di Fotografia, Roma) Senza apparente motivo. Elegia per l’Aquila.
– Giacomo Brini, Riaperture festival.

GIOVEDÌ 24 MAGGIO 2018

09.30 – 12.30 Presentazione Riviste di antropologia visuale: campi applicativi e contesti di ricerca dentro e fuori l’accademia.
– Visual Ethnography, Francesco Marano
– Roots§routes, Giulia Grechi (Accademia di Belle Arti di Napoli)
– Visual Anthropology, vol. XXX, 2017, “City Visualscapes: Visual Practices of Urban Research”, Paolo Barberi (videomaker e antropologo visuale),
Giuseppe Scandurra e Patrizia Toscano (architetto, Università D’Annunzio di Chieti-Pescara)
Focus: Marco Tabacchini (Università di Verona)
– Iconicity. Spazio urbano e dispositivi dello sguardo

13.00-14.00 Pausa Pranzo

14.30 Il cinema etnografico.
Cecilia Pennacini (Università di Torino)
Paolo Barberi (videomaker e antropologo visuale)
Francesco Marano (Università della Basilicata)
Giulia Grassilli (Università di Bologna)

16.30 Pausa caffè

17.00 – 18.30 Proiezione del film documentario “La fête est finie” (Francia 2014, 1h 12min) di Nicolas Burlaud.
Presentazione a cura di Claudio Cadei (Università di Bologna) e Romeo Farinella (architetto, Università di Ferrara)

19.00 – Chiusura dei lavori

 

Incontri con gli autori

Per la prima volta l’associazione Feedback organizza una serie di talk dedicati al mondo della fotografia. Fotografi professionisti, critici ed esperti saranno nostri ospiti per raccontarci le loro esperienze, per parlare del ruolo della fotografia nella loro professione, e per mostrare i propri lavori più significativi. Sono in calendario otto serate con cadenza mensile; gli incontri si svolgeranno presso la Videoteca Vigor del Comune di Ferrara, in via Gaetano Previati 18, a partire dalle ore 20.45. La partecipazione è gratuita per tutti i soci Feedback.

Calendario degli incontri

Mercoledì 18 ottobre 2017  Eleonora Marchini – Fotografia maternity e Newborn

Chi è Eleonora Marchini
Vivo nella provincia di Ferrara, classe 1980, mamma di due bimbe,Carlotta e Clara,e se oggi sono una fotografa è perché un giorno ho scelto di seguire il mio istinto. Dopo una forte delusione lavorativa mi iscrissi al mio primo corso di fotografia  quando ancora allattavo la piccola. Un bravissimo marito,si occupava delle bimbe, mentre io cercavo di capirci qualcosa tra tempi e diaframmi. Dopo qualche corso di base, corsi di storia della fotografia e analogico, nella mia città, mi iscrissi alla Shoot Institute di Bologna per intraprendere un percorso formativo che mi preparasse in maniera più approfondita al mondo del lavoro.Nell’aprile del 2013 aprii la mia attività. Ricordo l’emozione di quel giorno come fosse ieri. Il bisogno di trovare una fotografia che mi rappresentasse fino in fondo fu, fin da subito, fortissimo.Dirottai quindi tutte le mie emozioni verso una fotografia spontanea, che potesse regalare, alle persone comuni, gioia.. fotografando, e fermando così il tempo per loro, in quegli avvenimenti importanti e unici delle loro vite.Amo le fotografie stampate, da sempre. Probabilmente quello che mi ha sempre e inconsciamente legato alla fotografia è proprio questo incredibile potere di fermare un attimo e trasferirlo su qualcosa che possiamo toccare per sempre. La carta porosa tra le dita, gli angoli lesi da mani che chissà quante volte le hanno sfogliate nel tempo, l’odore di polvere e ricordi, dettagli da imparare a memoria, le emozioni.Questi sono dei bellissimi ricordi della mia infanzia.
Sito Web: www.eleonoramarchini.com


Mercoledì 22 novembre 2017 Roberto RodaIl fotoromanzo
GIALLI, NERI E SEXY. IL FOTOROMANZO NON SENTIMENTALE FRA BIZZARRO POPOLARE, RIVOLUZIONE SESSUALE, CONCETTUALITA’ ARTISTICA E FINALITA’ EDUCATIONAL.
60 ANNI DI SPERIMENTAZIONI CON LA FOTOGRAFIA “NARRATIVA” Dal Groupe Panique ad Ado Kirou, da Paolo Baratella a Bruno Vidoni, da Killing a Martin Mystère.

Chi è Roberto Roda
Roberto Roda, etnografo, fotografo e storico della fotografia è nato a Ferrara nel 1953. Dal 1982 cura le attività espositive e di ricerca del Centro Etnografico del Comune di Ferrara, dal 1999 coordina anche l’Osservatorio Nazionale sulla Fotografia. E’ autore e curatore di numerose pubblicazioni di storia della fotografia e di antropologia visuale. Come fotografo opera sia sul versante della documentazione dei beni etnoantropologici e del territorio sia nella sperimentazione artistica. Sue mostre sono state ospitate da musi e gallerie d’arte in Italia e all’estero.


Mercoledì 13 dicembre 2017 Filippo Venturi – FOTOGIORNALISMO Essere testimoni della realtà

Chi è Filippo Venturi
Filippo Venturi (Cesena, 1980) è un fotografo documentarista italiano che lavora a lavori commissionati editoriali, aziendali e commerciali. Si dedica inoltre a progetti artistici e personali su temi, storie e problematiche che ritiene interessanti da approfondire. I suoi reportage sono stati pubblicati su diversi magazine e quotidiani come The Washington Post, Financial Times, Vanity Fair, Die Zeit, Internazionale, La Stampa, Geo, Marie Claire, Gente, D di Repubblica, Io Donna / Corriere della Sera.Nel 2015 ha realizzato il progetto “Made in Korea”, sulla Corea del Sud, che è stato esposto al Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena, al Foro Boario di Modena come “Nuovo Talento” di Fondazione Fotografia Modena, al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma nell’ambito della selezione “Emerging Talents” e alla Somerset House di Londra a seguito del premio ricevuto ai Sony World Photography Awards. Nel 2017 è stato inviato da Vanity Fair in Corea del Nord, dove ha realizzato il reportage “Korean Dream”, completando così il suo progetto sulla penisola coreana.

Sito web: www.filippoventuri.it


Mercoledì 17 gennaio 2018 Riccardo Musacchi – La Fototerapia psicocorporea: fotografie ed espansione della consapevolezza

La FotoTerapia psicocorporea, strutturata da Riccardo Musacchi, è un insieme di tecniche terapeutiche che si avvale dell’uso delle fotografie o delle immagini congiuntamente al lavoro di connessione al livello corporeo. Le fotografie permettono a ricordi e sensazioni di affiorare alla consapevolezza e il lavoro terapeutico con il corpo permette di elaborare al meglio i vissuti emersi dalle immagini, sempre con rispetto e all’interno della finestra di tolleranza della persona. La FotoTerapia psicocorporea aggiunge una grande attenzione al corpo e alle sensazioni che emergono guardando le immagini. In questo approccio una persona può ricevere ad esempio contatto fisico di sostegno durante l’espressione di emozioni forti o aiutata con il semplice tocco di una mano a catalizzare vissuti che non sarebbero emersi se fosse stata lasciata sola nel suo “guscio” protettivo. L’assunto di fondo, che deriva dagli studi neuroscientifici degli ultimi anni e dalle teorie della Biosistemica, è che “noi siamo corpo”. Non possiamo permetterci di ignorare questo fatto. Davanti alle immagini il nostro corpo reagisce, aumenta il respiro, blocca il respiro, diventa teso, impallidisce o arrossisce, distoglie lo sguardo. In presenza di  un professionista di fiducia che aiuta con estremo rispetto a stare in contatto con queste modificazioni e aiuta a esplorarle, esse si trasformano in comunicazioni chiare con noi stessi e con gli altri, stimolano un’espressione più spontanea di sé.

Chi è Riccardo Musacchi
Riccardo Musacchi, psicologo e psicoterapeuta con formazione in psicoterapie brevi, in psicoterapia Biosistemica e in EMDR. Docente della Scuola Italiana di psicoterapia Biosistemica. Svolge attività privata di psicoterapia con adulti e coppie; formatore e supervisore in psicoterapia corporea Biosistemica e educatore in FotoTerapia in vari istituti in Italia e in Brasile, autore del libro “FotoTerapia psicocorporea” edito da FrancoAngeli nel 2016.
Sito Web: www.riccardomusacchi.it


Mercoledì 14 febbraio 2018 Roberto RodaI metodi dell’etnografia
I METODI DELL’ ETNOFOTOGRAFIA. Come documentare le feste, i rituali sociali e il lavoro Come fotografare gli “informatori etnografici” : il ritratto come intervista visiva

Chi è Roberto Roda
Roberto Roda, etnografo, fotografo e storico della fotografia è nato a Ferrara nel 1953. Dal 1982 cura le attività espositive e di ricerca del Centro Etnografico del Comune di Ferrara, dal 1999 coordina anche l’Osservatorio Nazionale sulla Fotografia. E’ autore e curatore di numerose pubblicazioni di storia della fotografia e di antropologia visuale. Come fotografo opera sia sul versante della documentazione dei beni etnoantropologici e del territorio sia nella sperimentazione artistica. Sue mostre sono state ospitate da musi e gallerie d’arte in Italia e all’estero.


Mercoledì 14 marzo 2018 Alex Liverani e Matteo SigoloLa Street Photography : i progetti e i lavori del gruppo InQuadra.

InQuadra è un collettivo fotografico fondato nel 2014.
Focalizzato principalmente sulla fotografia di strada, InQuadra nel 2017 decide di allargare il proprio “campo visivo” ed aprirsi anche ad altri stili fotografici, lasciando i membri liberi di esprimersi attraverso qualsiasi altro genere fotografico. InQuadra è attualmente composto da nove fotografi residenti in Italia, nel Regno Unito, in Belgio e in Norvegia. Tutti i membri sono stati finalisti o vincitori di festival di fotografia e hanno esposto le loro foto e progetti in Italia e all’estero. InQuadra è disponibile per collaborazioni, workshop, interviste e mostre.
Sito Web: www.inquadra.org

Alex Liverani è un fotografo freelance con base a Faenza in Italia. Ha studiato fotografia alla D.O.O.R. Academy di Roma frequentando un master internazionale sui moderni linguaggi della fotografia documentaria. Lungo il suo percorso formativo ha avuto come docenti: Alex Webb e Max Pinckers (Magnum), Ricardo Cases e Federico Clavarino (Blank Paper – Madrid), Sergio Ramazzotti (Parallelo Zero) e Massimo Mastrorillo. Vincitore di importanti concorsi internazionali; tra i più importanti il Miami Street Photography Festival nel 2016, l’Urban DotArt nel 2015, il Leica Talent Italia nel 2014 e il Nikon Young Talent nel 2013. I suoi lavori sono stati esposti in diverse città e nei principali festival di fotografia in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Collabora dal 2016 con Fujifilm italia allo sviluppo e a alla promozione di nuovi prodotti prima del loro lancio sul mercato e all’organizzazione di workshop sulla Street Photography. Alex è inoltre l’ideatore del collettivo InQuadra.

Matteo Sigolo è nato a Ravenna nel 1986. Nel 2015 si è trasferito a Venezia, dove tutt’ora vive e lavora. Il suo interesse per la fotografia è nato circa sette anni fa, dapprima con il paesaggio e la natura, passando più tardi alla strada, al paesaggio urbano e alle sue connessioni con l’uomo. Matteo è uno dei fondatori del collettivo InQuadra.
Sito Web: www.matteosigolo.com


Mercoledì 11 aprile 2018 Michele Smargiassi“Un’autentica bugia. La fotografia, il falso, il vero”

L’avvento della tecnologia digitale, con i potenti strumenti di manipolazione dell’immagine che mette a disposizione di tutti, ha gettato più di un’ombra di discredito sulla credibilità della fotografia, al punto che siamo ormai pronti a considerare esaurito dopo meno di due secoli il compito storico di documento e racconto del mondo dell’invenzione di Daguerre. Attraverso una rilettura trasversale della sua storia e decine di casi e di esempi di manipolazione, questa conversazione cerca invece di dimostrare che la fotografia ha sempre trasformato, tradotto e spesso deformato i propri soggetti; nel suo andamento quasi da manuale, tenta di affermare che solo una conoscenza non ingenua del processo di trasformazione della realtà in immagine fotografica, e di tutte le deformazioni intenzionali o inconsapevoli che ne derivano, è possibile salvare quel fondamentale e unico potere di testimonianza “per prelievo” che la fotografia, unica tra le immagini prodotte dall’uomo, possiede ancora, e al quale non è giusto rinunciare.

Chi è Michele Smargiassi
Michele Smargiassi nasce a Dovadola nel 1957. Racconta che “Il suo babbo Alberto, cancelliere di pretura, possedeva una Voigtländer con mirino a traguardo che gli lasciava usare con cautela, ed era forse l’unico in paese ad avere anche una cinepresa 8 millimetri: da lui ha avuto il gusto di ‘guardare le figure’. La mamma Miranda, insegnante di scuola media, non ha mai lasciato gli scaffali di casa vuoti di libri: da lei ha avuto il gusto di ‘leggere le storie’. A Modena, la città in cui si è trasferito, ha fatto pian piano sposare queste due vocazioni”. Si laurea in Storia Contemporanea all’Università di Bologna con una tesi sulle trasformazioni urbanistiche di Modena a cavallo del Novecento, viste attraverso l’occhio della cartolina illustrata. Giornalista prima a l’Unità, dal 1989 a la Repubblica. Si occupa di società e cultura. Oltre a testi per mostre, cataloghi, riviste e volumi collettivi, prefazioni e postfazioni, articoli per riviste specializzate e culturali, ha scritto svariati libri tra cui: “Un’autentica bugia. La fotografia, il vero, il falso.” (Contrasto, 2009); il saggio “La famiglia foto-genica” per gli Annali della Storia d’Italia (Einaudi, 2004); presso DeriveApprodi è uscito nel 2015, nella raccolta “Etica e fotografia” a cura di Raffaella Perna e Ilaria Schiaffini, il suo saggio “Bugie dell’elocutio”. Di recente ha scritto una prefazione a un libro che teneva a far conoscere in Italia, “L’immagine condivisa” di André Gunthert (Contrasto, 2016), e una postfazione al libro di Simona Guerra “Il bambino di Scanno” (Postcart, 2016) dedicato a una celeberrima fotografia di Mario Giacomelli. Fa parte del comitato scientifico del Centro italiano per la fotografia d’autore di Bibbiena e del comitato scientifico della Fondazione Nino Migliori. Tiene da anni il noto blog Fotocrazia in cui affronta temi etici legati alla fotografia, fotografia e internet, manipolazioni digitali. Afferma di fare il giornalista con sua grande sorpresa, che era poi il suo sogno da bambino; mentre adesso che è giornalista, a volte di mestiere vorrebbe fare il bambino.
Sito web: http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/

Puoi leggere la recensione o acquistare il libro di Michele Smargiassi qui:
http://www.contrastobooks.com/product_info.php?products_id=264


mercoledì 23 maggio 2018 Loris Savino – “La fotografia documentaria: fra soggettività e dovere di cronaca

Durante l’incontro Loris Savino, fotografo documentarista, cercherà d’investigare la relazione tra la veridicità del documento e l’interpretazione del fotografo, stimolando una riflessione su come trovare un equilibrio tra forma e contenuto mantenendo un’etica professionale e variando i tipi di linguaggio per poter arrivare al pubblico contemporaneo. Il talk non ha la pretesa di dare risposte all’annoso dilemma del fotogiornalista, costantemente diviso fra realtà e visione artistica, ma intende fornire stimoli di riflessione invitando i partecipanti ad interrogarsi sulla tensione contraddittoria che caratterizza la fotografia documentaristica, specialmente ai giorni nostri in cui il mondo brulica di immagini di cronaca, magari scattate in tempo reale, e in cui il ruolo di testimone classico del fotoreporter viene meno, lasciando aperti altri spazi di interazione. 

Chi è Loris Savino
Già a 16 anni Loris lavora al fianco del padre muovendo i suoi primi passi nel mondo dell’editoria e della fotografia di moda. Dopo essersi diplomato alla Scuola d’Arte, ha lavorato per diversi anni con varie agenzie di comunicazione per progetti di fotografia online e sperimentazione video. Nel 1998 torna a lavorare come assistente nel mondo della fotografia fashion e nel 2000 entra a far parte dell’agenzia “Grazia Neri” di Milano con un progetto sull’immigrazione in Italia. Successivamente, si è trasferito a Gerusalemme e poi a Istanbul su incarico di testate varie con cui ha collaborato. Nel 2005 è entrato a far parte dell’agenzia “Contrasto” di Milano ed ha realizzato una serie di video e documentari. Sempre nel 2005, grazie al lavoro svolto per una ONG nei bassifondi di Kibera, in Kenya, ha vinto il premio “Baldoni” per la fotografia. Nel 2011 ha seguito le rivolte nel mondo arabo e ha dato vita ad un progetto personale – “Between Lands, in a permanent revolt” – che lo ha visto spostarsi lungo la costa mediterranea – Egitto, Libia, Tunisia e Grecia – che si è concluso con una mostra multimediale composta da suoni, video e immagini, esposta a Istanbul e in Italia. Nel 2013, a Milano, ha fondato il LINKE.lab – realtà che si occupa di formazione, allestimento mostre e stampa fine-art per numerosi fotografi di fama internazionale – e l’anno successivo ha fotografato la secessione della Crimea dall’Ucraina per Le Monde, The New Yorker e Paris Match. Nel 2018 ha realizzato servizi a Tel Aviv per la rivista “Sirene” per poi tornare a documentare i fatti di Gaza. Loris si divide professionalmente fra Milano e Barcellona.
Sito web: https://www.lorissavino.com